Più che un albergatore, Ralph Riffeser è un filosofo dell’ospitalità. Mettendo l’importanza dei rapporti al centro dell’offerta del Cavallino Bianco di Ortisei – struttura di cui è CEO e General Manager – è riuscito a ottenere per il sesto anno consecutivo il Traveller’s Choice di TripAdvisor, portando l’albergo in vetta alla classifica mondiale degli hotel per famiglie.
Si potrebbe pensare al premio come a un riconoscimento per un’iperbolica programmazione di attività per bambini e per gli asfissianti pacchetti studiati nel minimo dettaglio in modo da riempire ogni ora del giorno e della notte.
E invece, il segreto sta tutto nel culto delle relazioni e dei sentimenti.

Ralph, come è successo che il Cavallino Bianco sia finito in testa alla classifica di TripAdvisor dedicata agli hotel per famiglie?

Questo riconoscimento deriva soprattutto dalla soddisfazione dei nostri ospiti. Sono loro che ci hanno permesso di ottenere anche quest’anno questo titolo.

Sono sempre più convinto che si tenda a fraintendere la qualità dell’offerta con il lusso, che produce una corsa all’ampliamento delle camere o alla dotazione di piscine più grandi.
Il vero valore, per quanto riguarda il Cavallino Bianco, è rappresentato dalle persone che lavorano nella struttura e che sono capaci di creare la magia di quella che viene percepita come una casa da ospiti trattati come amici da ascoltare.
Soddisfare le loro necessità è un imperativo.

Quali sono, secondo lei, i punti di forza dell’albergo?

La passione nel cuore è la più importante dote del Cavallino Bianco.
Ci poniamo l’obiettivo di entrare in profondità nei sogni e nelle esigenze degli ospiti, con la massima onestà e senza effetti placebo.
Non siamo l’albergo più bello o performante del mondo, ma è l’insieme delle nostre caratteristiche a decretare il nostro successo.
Io dico sempre che è difficile descrivere Il Cavallino Bianco, perché la nostra forza sta nell’atmosfera. E l’atmosfera devi viverla.

Che cosa offrite alle famiglie, anche in termini di attività per bambini?

Le cose più importanti non rientrano nella sfera dell’intrattenimento.
Abbiamo capito che le famiglie di oggi hanno un problema di equilibrio. Cerchiamo di farle felici e distendere le loro relazioni.

Non sono le iniziative o i programmi studiati nel dettaglio, ma proprio i rapporti a fare la differenza. Invitiamo gli ospiti abituali a fare passeggiate nei rifugi insieme a noi. Magari sono io stesso a portarli con me in un’escursione con rientro in notturna a Ortisei.

Favoriamo il senso di intimità e di vicinanza, perché il nemico maggiore di quest’epoca di iperconnessione è paradossalmente la solitudine. Viviamo sotto lo stesso tetto, eppure non parliamo. L’ampiezza del ventaglio di attività o i metri quadrati non interessano a chi ci sceglie. Perché chi viene al Cavallino Bianco non è in un albergo, ma in una casa. Ci si potrebbe chiedere come sia possibile che questo piccolo hotel delle Dolomiti riesca ogni anno a mettersi alle spalle degli autentici giganti dell’ospitalità.
La risposta è che noi tocchiamo il cuore con l’autenticità del nostro servizio.

Da dove provengono le famiglie che soggiornano al Cavallino Bianco?

Noi vogliamo rappresentare la famiglia all’italiana, molto colorata e magari un po’ chiassosa e nemmeno disciplinata, ma comunque unita. E se i nuclei familiari nazionali dovessero smettere di frequentarci, non potremmo cambiare. Perché noi siamo così e chi ci sceglie cerca quel mondo. Attualmente, abbiamo un 70% di italiani, un 20% di clienti provenienti dall’area tedesca e il rimanente dal resto del mondo.

Se dovesse portare l’esperienza del Cavallino Bianco fuori dal contesto delle Dolomiti, quale luogo italiano sceglierebbe?

I nostri ospiti sono viziati. Essere a Ortisei, sulle Dolomiti e davanti all’Alpe di Siusi non è una condizione che puoi ritrovare ovunque. Quindi – dalle isole al mare – se dovessi scegliere di replicare l’esperienza del Cavallino Bianco in un altro luogo, la location non potrebbe che essere di prim’ordine.

Abbiamo provato a farlo in Toscana, ma le condizioni non ci soddisfacevano totalmente, quindi abbiamo rinunciato. Stiamo invece sviluppando un nuovo progetto sul Lago di Garda, una nicchia nella nicchia dedicata ai genitori separati o divorziati con figli. Mi piace pensarlo con l’albergo per i naufraghi delle relazioni, dove possiamo fare quello che ci riesce meglio: toccare i sentimenti.

Perché ha scelto di entrare nel consorzio Italy Family Hotels e quali pensa siano i vantaggi che un albergo possa trarre da questa adesione?

Se devo essere onesto, è stata una scelta – per così dire – politica. Non l’abbiamo fatto per avere più ospiti, ma per rappresentare l’Italia.
Ma è comunque un buon modo per aumentare la propria visibilità.

Se potesse diventare titolare di un altro Italy Family Hotel…?
Ultimamente non sono molto aggiornato e tendo più a guardare quello che facciamo noi, rispetto a quello che fanno gli altri. Ma mi pare che il Belvedere di Riccione lavori molto bene.

Ringraziamo Ralph per averci dedicato un po’ del suo tempo e speriamo di continuare, insieme, a rappresentare al meglio il mondo dei family hotel italiani.